(foto © Roberto PROIETTO)

Fabrizio Maffei è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air, condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:

Per la Lazio sono stati due punti persi nel Derby, per la Roma un brodino che aiuta a vivere la sosta con più serenità, ma i romanisti con sale in zucca si sono messi le mani nei capelli. E’ una Roma che al momento non ha costrutto, è un po’ in balia della vena di alcuni singoli, come Zaniolo che deve però puntare meno le gambe degli avversari.

Della partita della Lazio mi è piaciuto l’approccio, pronti via e la Roma chiusa a difendere, con undici giocatori della Roma dietro la linea del pallone. La Lazio ha fatto quello che ha voluto spingendo sia centralmente sia sulle fasce. Poi non voglio dire la sfortuna, ma quantomeno l’imprecisione non ha permesso di concretizzare il gioco espresso. Credo che ci sia tanto rammarico, un’occasione buttata via: però non posso negare che ci sia stato il massimo dell’impegno: la Lazio ha giocato e ha corso, forse con un piccolo limite denotato anche dal grande calcio con un calo nel finale.

Su Lazzari il voto del Corriere dello Sport è stato un po’ ingeneroso come solitamente è, credo sia stato più scevro da interessi commerciali quello della Gazzetta dello Sport. Secondo me si è fatto trovare pronto, spingeva sulla fascia e semmai, come sottolineato anche da Inzaghi, è stata la Lazio a incaponirsi forse troppo sulla fascia sinistra. Credo che anche Lulic vada lasciato rifiatare, in determinate partite, magari non quella di ieri, va anche lasciato riposare.

La prima sensazione che mi ha dato Jony quando è entrato in campo è stata quella dell’ingresso di una creatura nella terra dei giganti. Lo dico per le sue caratteristiche fisiche, un brevilineo che si è reso comunque protagonista di affondi interessanti sulla sinistra. Una volta rotto il ghiaccio ci ha dato l’impressione di essere utile, di essere un giocatore in grado di poter dare una mano a Lulic. Appena entrato in campo si è messo subito dietro, a disposizione della difesa: Inzaghi deve averlo catechizzato al meglio.

Sono pienamente d’accordo con Inzaghi quando dice che il rigore di Dzeko è stato cercato, è stata una giocata furba e maliziosa, ha mirato il braccio e l’ha preso. Ieri ci sono stati due falli praticamente identici nella partita Cagliari-Inter, con una differenza: Milinkovic-Savic è stato urtato all’altezza dell’avambraccio, gli interisti all’altezza del gomito. E’ stato un colpo di fortuna, in questo senso: o si comincia a far allenare i difensori con le braccia legate dietro le spalle con gli elastici (come fanno i nuotatori che legano le gambe per allenare le braccia), altrimenti di questi rigori me ne aspetto valanghe durante l’annata. Da questo punto di vista i giocatori della Lazio mi sembrano più sprovveduti rispetto a quelli della Roma che sono maestri in queste situazioni.

E poi vorrei rivolgere un appello a Ciro Immobile: Ciro, tira più piano! Un fuoriclasse come lui non deve pensare solamente alla potenza ma soprattutto alla precisione. Quello sul suo palo era un gol fatto, avesse provato a incrociare e a piazzare la precisione avrebbe sicuramente fatto meglio.

Sul mercato credo che a parte la Juventus e a parte l’Inter in generale questo mercato mi ha deluso. Ne è la prova che nelle prime due partite pochissimi dei nuovi acquisti sono scesi in campo nei primi minuti. Una delle filosofie che teneva in piedi il calciomercato era quello di acquistare giocatori già pronti. Per quanto riguarda il mercato della Lazio, personalmente avevo detto di voler rifare l’abbonamento solo se non avessi visto più tre giocatori ancora titolari. Io poi l’abbonamento l’ho rifatto, ma diciamo che qualcuno è ancora lì.

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