Clemente Mimun, direttore del Tg5, è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:

Sono abbastanza deluso dalla stagione, spiace essere arrivati a questo punto con la preoccupazione, non infondata, di restare fuori dalle Coppe. Si sono persi almeno 6-7 punti che avrebbero cambiato totalmente la prospettiva del campionato e degli obiettivi. Ritengo che l’Atalanta sia più forte di noi, capace di giocare un calcio brillante. Sono mancati giocatori come Milinkovic-Savic e Luis Alberto, fondamentali. Inoltre i cambi che abbiamo non si sono rivelati all’altezza dei titolari, questo è stato un fattore importante. In una partita secca può accadere di tutto, ma se non ci presentiamo con qualche novità rispetto all’assetto già visto in campionato rischiamo di prenderne altre 3.

Bisogna avere coraggio e scombinare un po’ i soliti piani tattici. Tra un Milinkovic-Savic acciaccato e un Parolo in forma scelgo tutta la vita il secondo. Insieme a Lulic, Ciro Immobile è il mio campione preferito nella Lazio, ma se Correa e Caicedo stanno meglio credo sia giusto partano titolari. Stimo moltissimo Inzaghi, ma si è dimostrato molto affezionato ai suoi calciatori e se si vuole provare a vincere bisogna inventarsi qualcosa. Con la nostra solita formazione, Gasperini ha già dimostrato di saperci mettere in difficoltà. Non basta costruire una gabbia intorno a Gomez, l’Atalanta ha più fonti di gioco.

L’entusiasmo che ha l’Atalanta in questo momento può essere un fattore determinante: loro sono in corsa per due obiettivi, noi per uno solo. In campionato è difficilissimo anche l’obiettivo dell’Europa League e li vedo molto più avvantaggiati anche dal punto di vista mentale. Bisogna sparigliare, avere voglia di osare: il Caicedo visto nelle ultime partite è un punto di resistenza della squadra, sa far salire la squadra. Correa mi impressiona non perché ha segnato ma perché sa saltare l’uomo, così come continuo a vedere meglio Romulo rispetto a Marusic: valutazioni che si scontrano magari con la tendenza degli allenatori ad affidarsi agli elementi più utilizzati.

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