Guglielmo Stendardo, ex difensore di Lazio e Atalanta, nel giorno del suo trentottesimo compleanno è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air, condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:

Devo dire che ieri l’Atalanta ha meritato assolutamente di vincere. La Lazio è stata brava a sbloccare subito il risultato ma ha pagato come al solito gravi amnesie difensive. L’unico obiettivo che resta è la finale di Coppa Italia, dovesse mancare questo appuntamento sarà una stagione fallimentare, la squadra era stata costruita per la Champions e invece rischia di restare ottava. L’Atalanta è un modello da seguire in questo momento, credo che sia un giusto premio affrontare la Champions, ha dimostrato che con una politica fondata su giusti investimenti tra settore giovanile, stadio di proprietà e calciomercato si possono raggiungere massimi obiettivi.

La Lazio in difesa ha perso un giocatore importante come De Vrij, lo ha sostituito bene con Acerbi ma serviva probabilmente un altro centrale per puntellare duna retroguardia che ha delle difficoltà. Giocatori come Patric, Wallace ed altri hanno palesato dei limiti, avere un ventaglio di alternative più ampio è sicuramente utile e probabilmente servirà intervenire in quel reparto.

Le valutazioni sulla formazione le deve fare Inzaghi: non toglierei Ciro in finale anche se altri giocatori sembrano stare meglio perché è un calciatore troppo importante per gli equilibri della squadra, attacca bene la profondità e gioca sempre al servizio dei compagni. Per me il calciatore di cui in questo momento la Lazio non può fare a meno è Correa, sa portare quel pizzico di qualità in più sul fronte offensivo che spesso si rivela decisivo.

In Serie A è evidente che la Juventus sta facendo un campionato a parte, mentre il Napoli ha fatto un passo indietro perché con Sarri vinceva e convinceva per gioco e spettacolo regalato in campo. Con Ancelotti si sperava di avere un apporto diverso anche dal punto di vista del mercato internazionale, portando un valore aggiunto sul piano dell’esperienza. Nonostante per me sia uno dei tecnici più importanti la società poteva fare qualcosa di più per mettergli a disposizione una rosa più qualitativa. L’Inter non è più la squadra dei tempi d’oro mentre per la Roma la stagione è stata fallimentare, l’esonero di Di Francesco simboleggia i problemi di una squadra che ha perso troppi pezzi pregiati sul mercato negli ultimi anni. La Lazio paga anche il mancato apporto di giocatori determinanti come Milinkovic-Savic e Luis Alberto, impalpabili a tratti in questa stagione. Immobile quanto meno ha garantito un contributo sempre certo sul piano dell’impegno, pur non segnando come l’anno scorso.

L’Atalanta ha un giocatore come De Roon che fa benissimo la fase di interdizione e sa garantire equilibrio, in avanti Ilicic, Zapata e Gomez sono sinonimo di qualità, mentre anche sugli esterni i nerazzurri sanno muoversi molto bene. Un mix importante, che con quei tre davanti porta grandi risultati: lo stesso Ilicic è un giocatore fuori dalla norma, se a livello caratteriale avesse garantito un’altra qualità giocherebbe nelle squadre più importanti d’Europa.

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