di Danilo GALDINO

“Quello che so è che dentro di me è tutto logico. Quell’atmosfera di festa che ho, dentro allo stomaco. Fa che non sia un’altra vana bugia, conta su di me! E stai tranquillo che non andrò via, io sono qui per te! Quando quel suono diventerà “blu” sarà l’inizio… Crescerà piano e ti scenderà giù, giù come un brivido. Quando di colpo comincia lo show, sta pure certo che questa è la volta che volerai su, volerai via con me!” Ci siamo, lo hai voluto e desiderato da quando è uscita la griglia della Coppa Italia, volevi fortemente trovarti dove sarai stasera, a giocarti l’ennesima semifinale che potrebbe spalancare le porte di un’altra finale. I Laziali che oggi hanno quaranta, cinquanta, sessant’anni, hanno dovuto attendere parecchi lustri e decenni, prima di poter giocare una finale di Coppa Italia e vincerla. Tra la prima Coppa Italia vinta il 24 settembre del 1958 e la seconda conquistata il 29 aprile del 1998 proprio contro il Milan sono passati quarant’anni. Quella lunga attesa generò quella sana cattiveria propositiva, quella fame di vittoria capace di rendere possibile qualsiasi impresa e superare qualunque avversario. Da quella sera del 1998 a quella che vivremo tra poche ore sono passati esattamente vent’anni e di coppe e trofei nazionali ed internazionali la Lazio nostra ne ha vinti parecchi. In molti di noi quella fame non si è mai assopita, e dopo averla attesa e immaginata per settimane, finalmente è arrivata un’altra sfida contro i rossoneri. Anche in questa stagione con coraggio, tenacia e determinazione, si è giunti dove arrivammo lo scorso anno, superando i tanti pregiudizi, i soliti preconcetti e tutti quei pronostici sfavorevoli d’estate. Ecco ci siamo, in Curva Nord ad aspettar una vittoria che col cuore arriverà, la nostra fede sempre quella resterà, non ti lasceremo mai… Sta per cominciare lo show, lo spettacolo più bello siamo noi, che condividiamo quel senso di ansia ed il malessere che precede ogni grande evento, che condividiamo speranze e sogni, sofferenza e gioia, stanchezza ed entusiasmo, noi e soltanto noi, da sempre figli dello stesso sentimento, quindi fratelli, uniti sotto un’unica bandiera che ha i colori del cielo, gli stessi colori che illumineranno a giorno una notte ricca di emozioni… Non temere nulla, perché in ogni caso non sarà successo nulla di insuperabile e in grado di lasciare cicatrici permanenti. Di partite importanti ne abbiamo vinte parecchie e perse diverse, di semifinali di una coppa ne abbiamo disputate tante e continueremo in ogni caso a giocarne altre. Viviamo questa giornata con la tranquillità e la consapevolezza che in ogni caso la nostra vittoria più importante si consuma quotidianamente, nel nostro essere la differenza, la distinzione, l’élite. Fermati un istante e voltati indietro… “A volte ci si accorge di aver superato traguardi a cui nemmeno si osava puntare all’inizio dell’avventura. Il fatto è che il cammino, se condiviso con le giuste persone, risulta leggero, piacevole, la fatica lascia il posto alla voglia di fare, di dare, di essere. E ci si ritrova a voltarsi indietro, in un giorno qualunque, e non credere ai propri occhi: quanta strada, cose da folli…” È la nostra notte fratello, è la nostra notte… io e te spalla a spalla… io e te occhi negli occhi… io e te cuore a cuore… Oggi più di ieri, Avanti Lazio… Avanti Laziali!!!

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