di Fabio BELLI

Il 20 maggio 2018 si chiudeva con una pesante beffa un’annata splendida, ma priva di lieto fine: l’Inter soffiava il quarto posto a una Lazio che temeva che i nuovi investimenti delle milanesi e la forte stabilità del Napoli alienassero il sogno europeo per chissà quanto tempo. Due anni dopo, il quarto posto è realtà con 3 giornate di anticipo. La Lazio torna ai gironi di Champions dopo 13 anni e si riprende la supremazia cittadina dopo 8 stagioni, con 3 Coppa in bacheca in più. Troppo bello per essere vero, ma le ultime tre giornate possono regalare ancora molto, con Ciro che insegue trono dei cannonieri e Scarpa d’Oro e la seconda piazza comunque ancora a -2: questa squadra ha fatto sognare il massimo, ma può ancora impreziosire la stagione in vari modi, compreso il record di punti (eguagliati i 72 dello Scudetto del 2000 e quelli che 2 anni fa non bastarono a Inzaghi per la Champions: corsi e ricorsi della storia.

SERGEJ E CIRO, FIRME CHAMPIONS – Ci perdonerete se stavolta ci godremo il risultato acquisito stringendo le note di cronaca. Il primo tempo è stato in linea con questo post-covid beffardo, la Lazio bombarda la porta di Cragno che si riscopre portiere da Nazionale, dicendo no in maniera portentosa a Immobile e Luis Alberto. Puntualissima, al 45′ arriva la beffa di una conclusione deviata del Cholito Simeone che costa lo svantaggio. Nella ripresa però la Lazio è finalmente brillante: eurogol di Milinkovic-Savic, una bordata che suona la carica per tutta la squadra. Poi è assedio con Cragno ancora miracoloso su Immobile, che riesce però poi a scappar via alla difesa dei sardi e a piazzare in diagonale la gemma numero 31 in campionato, sopravanzando di nuovo CR7 in vetta alla classifica dei marcatori. Tornano Correa e Marusic, e proprio il Tucu manca il ko. Ma la Lazio stavolta chiude i conti con un’annata assurda ma che ha portato Supercoppa e (minimo) quarto posto. Quelli che ci avrebbero messo la firma ad agosto, ora sono quelli che si lamentano del mancato Scudetto. Noi diciamo bravi e grazie, perché la Lazio non è il male di vivere, ma la gioia di vivere male. E che gioia!

POSTILLA – Giusto tecnicamente ricordare che se Napoli-Roma sarà la finale della prossima Supercoppa Europea, la quarta classificata della Serie A non parteciperà alla prossima Champions League. Con la Lazio quarta, questa ipotesi (nel calcio mai dire mai, per carità…) sta venendo ribadita con cadenza oraria al minuto, un po’ dappertutto. Saremmo felici che almeno fino all’inizio delle Coppe Europee, questa ossessività nel ricordare tale evenienza proseguisse anche in caso di Atalanta o Inter al quarto posto. Sennò il dubbio che siete un po’ ******* ci viene.

IL TABELLINO

SERIE A

LAZIO-CAGLIARI 2-1

Marcatore: 45′ Simeone (C), 47′ Milinkovic (L), 60′ Immobile (L)

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric, Luiz Felipe, Acerbi; Lazzari (58′ Marusic), Milinkovic, Parolo, Luis Alberto, Jony (58′ Lukaku); Caicedo (64′ Correa), Immobile. A disp.: Proto, Guerrieri, Bastos, Vavro, Armini, Cataldi, Falbo, A. Anderson, Adekaye. All.: Simone Inzaghi.

CAGLIARI (3-5-2): Cragno; Walukiewicz, Klavan, Lykogiannis (84′ Pisacane); Faragò, Nandez, Ionita, Rog (66′ Birsa), Mattiello (71′ Ragatzu); Joao Pedro, Simeone (84′ Gagliano). A disp.: Rafael, Ciocci, Ceppitelli, Porru, Ladinetti, Marigosu, Lombardi, Paloschi. All.: Walter Zenga.

Arbitro: Marco Piccinini (sez. di Forlì)

Assistenti: Longo – Scatragli

IV uomo: Di Martino. V.A.R.: Rocchi. A.V.A.R.: Costanzo

NOTE. Recuperi: 1′ pt; 4′ st. Ammoniti: 45’+1′ Jony (L), 50′ Lazzari (L), 87′ Klavan (C), 90′ Parolo (L)

 

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