di Danilo GALDINO

Nel bagno d’amore che c’è stato ieri pomeriggio a Formello, di momenti emozionanti ce ne sono stati veramente tanti. Dodicimila cuori biancocelesti che battevano all’unisono come fosse uno solo: tra cori, inni, sorrisi e sogni di ogni genere. In questo meraviglioso mare d’amore, un’immagine carica di significati e romanticismo, sintetizzava perfettamente le infinite emozioni che si tramandano da quasi 120 anni: un bambino Laziale che canta orgoglioso e felice sventola la sua bandiera, seduto sulle spalle del proprio padre. Tutto ciò è pura poesia…
Nel vedere quel piccolo aquilotto festeggiare il suo ennesimo trofeo vinto, mi sono venute subito in mente le parole del filosofo russo Lev Tolstoj: “Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri…”.
Questa è sicuramente la risposta migliore che si possa dare a tutti coloro che da sempre ci combattono in ogni modo possibile, a chi prova continuamente a farci fuori e a tutti quei genitori disamorati, stanchi, estremamente pessimisti ed eternamente insoddisfatti.
Non trasmettete le vostre paure, le insicurezze e le frustrazioni ai vostri figli, ma spiegategli che essere Laziali non significa solamente tifare per una squadra di calcio o per un grande campione, ma è molto molto di più: essere Laziali è uno stile di vita.
Insegnategli a lottare e ribellarsi alle prepotenze, alle angherie ed i soprusi, a non indietreggiare e scappare mai davanti ai pericoli ed i problemi, a non desistere e mollare mai, perché nulla nella vita per noi è impossibile, a credere nei sogni ed inseguirli ogni giorno senza indugi e remore.
Insegnategli la storia e gli uomini che l’hanno scritta, le tradizioni ed i motivi di una scelta che ha radici profonde e che ancora oggi brucia a tanti. Spiegategli che dal 1927 abbiamo deciso di non mescolarci alla massa, che essere in pochi contro tanti non è una discriminante, ma è un esaltante motivo di vanto e orgoglio.
Fategli capire che l’originalità, l’anticonformismo e la ribellione, saranno sempre malvisti e combattuti da chi è ignorante, arido e privo di identità, ma per particolari giochi di potere continua da sempre ad eludere regole e avere vantaggi di ogni genere.
Raccontategli che quelle persone che impongono in modo coercitivo, prepotente e despotico il loro pensiero, tenteranno sempre di dipingerci molto peggio di come siamo in realtà, di farci credere che essere la “differenza” è qualcosa di sbagliato.
Metteteli in guardia da maestre che si nutrono di preconcetti e stereotipi distorti, e gli punteranno il dito contro solo perché è Laziale. Ascolterà giornalisti e opinionisti televisivi che lo giudicheranno e gli punteranno il dito contro solo perché è Laziale. Si scontrerà con persone con camice inamidate, cappi eleganti e griffati al collo e divise di ogni genere, che gli punteranno il dito contro solo perché è Laziale.
Trasmettetegli gli stessi concetti che vi hanno reso un Laziale con la filigrana, perché da un padre pavido, insicuro e facilmente condizionabile, cresceranno tifosi di altre squadre o peggio ancora Laziali che non hanno ben chiaro il privilegio che hanno dalla nascita. Chi non ha avuto la giusta educazione lo riconosci immediatamente: allo stadio, per strada, nella sfera professionale, in quella familiare e nella vita in generale. È insicuro, condizionabile, estremamente morbido, non prende mai una posizione, si nasconde e brontola anziché agire.
Insegnategli il rispetto: per la maglia, i colori, la storia, i nostri angeli, i valori, gli avversari e soprattutto per il nostro popolo. Raccontategli, come fece Re Leonida di Sparta a suo figlio, cosa ci rende forti e indistruttibili: “Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero che sta al suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta.”
Spiegategli che un figlio del suo stesso sentimento non si lascia mai solo, che non si abbandona mai nel momento del bisogno, che i più deboli vanno sempre protetti e difesi, che in ogni angolo di questa città è del mondo intero c’è un pezzo della sua famiglia pronto a sostenerlo e camminare spalla a spalla con lui come è accaduto ieri al campo Mirko Fersini.
Rendeteli forti attraverso i racconti e gli aneddoti vissuti e condivisi con vostro padre. Seguiteli senza soffocarli, perché la Lazio è amore incondizionato e libertà, proprio come il luogo dove il sogno di un giovane e coraggioso bersagliere prese vita e forma.
Spiegategli che la sua “famiglia” la troverà sempre e per sempre, dalla stessa parte. Ditegli che ogni volta che vorrà vedere la sua Lazio, dovrà solamente alzare gli occhi al cielo e tra le mille sfumature di bianco e celeste potrà vivere e rivivere le sue emozioni più belli.
Portateli con voi alle manifestazione ideate e organizzate dai Laziali, allo stadio e in trasferta, fategli vivere costantemente i veri campioni, i veri fuoriclasse ed i veri simboli della S.S.Lazio 1900… LA SUA GENTE!
Spiegategli che la gente come noi, non può fermarsi mai, ha fame di cambiare, ha più di un cuore, ha fantasia!
Spiegategli che la gente come noi, si arrangia come può, divide un dispiacere, non ti dice mai di no.
Spiegategli che la gente come noi più la combatterai e più si difenderà, perché nessuno sa, quante risorse ha…
S.S.LAZIO 1900… da sempre più forti del nostro destino!
Oggi più di ieri, Avanti Lazio… Avanti Laziali!

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