Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato una lunga intervista che sarà pubblicata domani sul Corriere dello Sport-Stadio. Ecco alcuni stralci principali della chiacchierata che ha toccato vari temi legati al mondo biancazzurro:

Sono cambiato, l’esperienza fa assumere degli atteggiamenti diversi. Sono entrato in un sistema che aveva delle criticità. Quando presi la parola per la prima volta in Lega, tutti rimasero sconvolti perché di solito parlavano sempre gli stessi. Proposi una ‘ricetta’ per migliorare, 15 anni dopo i problemi sono rimasti gli stessi. Io l’ho applicata alla Lazio e i risultati si sono visti. Civilisticamente sono il proprietario della Lazio, ma coltivo anche la stessa passione dei tifosi, quindi ho l’obbligo di preservare i valori e la storia di questa società.

La Lazio dopo la Juve è quella che ha vinto più di tutti. La Fiorentina non ha vinto nulla, il Napoli meno di noi. Nell’Under 15 abbiamo 7 giocatori in Nazionale. La politica che abbiamo messo in campo noi, è quella di non usare scorciatoie. Se uno riceve deve anche dare. Se ho dato un Ferrari a Inzaghi? Non lo posso dire io, parlano i fatti. Io penso che la Lazio possa competere alla pari con tutte. Il fatto di aver vincere la Supercoppa contro la Juve e l’Inter lo dimostra. Se la Lazio avesse avuto il carattere dell’Inter del Triplete, guarderebbe tutti dall’alto verso il basso. Io il mio lavoro l’ho fatto, poi sul campo non ci vado io. Più che fare investimenti economici e rinunciare a vendere giocatori, avendo avuto offerte importanti alle quali nessuno nel mondo avrebbe rinunciato, non posso.

Abbiamo perso la Champions con l’Inter avendo due risultati su tre. Faccio un discorso tecnico: voi l’avreste fatto giocare de Vrij? Io ho visto la partita, se vedi il primo tempo c’è stato un episodio dove siamo stati fortunati. E quello doveva essere un campanello d’allarme. Nella vita bisogna avere anche buonsenso. Il 90% degli allenatori sceglie il giocatore col nome migliore, gli attributi si dimostrano quando metti uno socnosciuto che poi ti fa vincere. Le responsabilità di quella partita con l’Inter sono di tutti ma in primis le mie perché l’ho consentito. Avrei dovuto intervenire. Comincio ad avere un’età che mi porta a fare delle riflessioni. Io non l’avrei fatto giocare, abbiamo perso la partita per de Vrij. Lo staff mi ha detto che lui era un grande professionista, io da parte mia avevo detto che non avrebbe dovuto giocare, ma non ho obbligato nessuno“.

Sul mercato alcuni calciatori forse avranno bisogno di più tempo. Le correzioni comunque sono state fatte. Sono convinto che questi giocatori faranno molto bene. In ogni caso le scelte del direttore sportivo sono state fatte insieme al tecnico.

Gli stipendi si sono alzati rispetto all’inizio perchè abbiamo voluto valorizzare i nostri giocatori. Quindi anche per questo devono scendere in campo e dare di più. Ci sono diritti e doveri, e questa deve essere la stagione dei doveri. I diritti sono finiti. Chiedo quindi i risultati, in funzione di quello che hanno. Ho dato una Ferrari, ora bisogna raggiungere gli obiettivi. Io pago i calciatori per vincere, altrimenti schiererei la Primavera che mi costerebbe molto di meno. Bisogna portare a casa un risultato da 30 e lode.

Ammiro l’Atalanta, hanno un’ottima organizzazione. Ho grande stima di Percassi. Lui è una persona che sa fare calcio, il suo vantaggio è di farlo in una città meno oppressiva di Roma. Questa è la piazza più difficile di tutto il calcio italiano. Però sicuramente i meriti sono tanti e hanno portato grandi risultati. Hanno più fame della Lazio, si vede in campo e nell’atteggiamento“.

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