di Danilo GALDINO (foto © Roberto PROIETTO)

“Non sempre possiamo forgiare il futuro per i nostri giovani, ma possiamo forgiare i nostri giovani per il futuro…”
In questa frase sono racchiuse le risposte alle mille domande e ai mille dubbi che aleggiano costantemente nella testa di tutto il popolo Laziale. È un discorso che abbraccia un po’ tutti i figli del nostro stesso sentimento, che si interrogano da giorni sulle montagne russe degli ultimi anni: questa squadra è capace di vincere a Milano, vincere i derby di campionato e Coppa Italia, ha battuto la Juve nel suo Stadium e addirittura in una finale, ma poi si è spenta inspiegabilmente contro il Salisburgo, il Chievo Verona, la Spal e in altre occasioni.
Non sempre noi possiamo forgiare il futuro per i nostri giovani figli, perché spesso le pagine relative al futuro sono stracolme di dubbi e interrogativi a cui nessuno è in grado di rispondere anticipatamente. Ciò che dà speranza ad un futuro diverso e migliore, è forgiare i nostri giovani a qualsiasi tipo di futuro, proprio come hanno fatto i nostri padri con noi. Nessuno trenta-quaranta anni fa avrebbe mai potuto immaginare che saremmo diventati nel giro di un ventennio, la quarta squadra più vincente d’Italia, che avremmo definitivamente cancellato la lettera B dal nostro vocabolario biancoceleste e che saremmo stati protagonisti in Europa.
È inutile intristirci o preoccuparci per ciò che sarebbe potuto essere, ma vedere giocare l’Atalanta e l’Inter in Champions quest’anno, provoca un po’ di rabbia, ripensando alle varie occasioni sprecate nello scorso campionato. Vedere faticare la corazzata di Conte contro lo Slavia Praga, o l’Atalanta di Gasperini essere disintegrata dalla Dinamo Zagabria per 4-0, ci fa pensare che anche noi ci saremo potuti stare tranquillamente nel torneo più importante d’Europa.
Giocare tra poche ore in Europa League è altrettanto stimolante ed emoziona ugualmente, soprattutto a chi il 6 maggio del 1998 era presente a Parigi e sfiorò il sogno di alzare al cielo una Coppa Uefa.
Non può esistere smarrimento, disaffezione e disamoramento, per chi ama e lotta ad oltranza in ogni giorno della sua vita.
È inutile e insensato distaccarci o allontanarci da qualcosa che è nostro e che prima o poi arriverà nel cuore dei nostri figli.
È inutile sprecare giorni della nostra vita proiettandoci a un futuro che nessuno può conoscere, perché non v’è dato sapere cosa accadrà in un domani troppo lontano. Va creato oggi, il domani che si sogna.
“Non sempre possiamo forgiare il futuro per i nostri giovani, ma possiamo forgiare i nostri giovani per il futuro…”
Quindi, concentriamoci sui nostri giovani, nutrendoli di amore incondizionato, di storia e tradizioni ultrasecolari, di orgoglio dell’esser qualcosa di straordinariamente unico, raccontiamogli le storie di grandi Laziali come Fabrizio Diablo, o quelle di Vincenzo e Gabriele.
Alimentiamo l’estremo senso d’appartenenza che supera puntualmente sconfitte, delusioni, mancati traguardi, cessioni di calciatori e addi di allenatori o dirigenti.
In questa stagione abbiamo una grande occasione: far sbocciare tanti splendidi fiori del nostro giardino, giovani boccioli che crescono dappertutto, piccoli fiori con gli stessi colori del cielo che sventolano fieri la nostra bandiera. Più di 20.000 abbonati saranno sempre presenti allo stadio. Ad ogni partita davanti a noi, il sole illuminerà il volto felice di qualche piccolo grande Laziale, e a mano a mano tanti germoglieranno sugli spalti dell’Olimpico e in chissà in quale altro stadio d’Italia e d’Europa.
Sì, d’Europa… perché anche quest’anno siamo protagonisti e testa di serie in Europa. Oggi alle 18:55 saremo noi a rappresentare l’Italia in Romania. Chissà quanti piccoli grandi Laziali, stamattina stanno andando a scuola, osservando le lancette dell’orologio e contando le ore d’attesa che restano al calcio d’inizio.
Molti di noi hanno atteso la maggiore età per vivere un’emozione europea e per questo motivo sappiamo dare sempre il giusto significato a queste competizioni.
Stasera più di 300 poeti guerrieri biancocelesti faranno sentire il loro ruggito a 1700 chilometri da casa nostra, ma anche chi è rimasto nella Capitale, con il cuore sarà la a sostenere ancora una volta la nostra Banda Inzaghi.
Per far sbocciare un fiore tra mille intemperie serve tanto amore e molta pazienza. Di occasioni per rivedere piccoli grandi tesori inestimabili, sventolare felici la loro bandiera, ce ne sono diverse all’orizzonte: domenica sera contro il Parma, mercoledì sera a Milano contro l’Inter, la domenica successiva alle 15:00 in casa contro il Genoa.
Ciò che di bello si è visto in campo e sugli spalti al derby nell’ultima partita casalinga, va ripetuto continuamente, e a mano a mano in tutte le altre tappe che affronteremo del nostro viaggio in Italia ed in Europa.
Vincere per rialzarsi, vincere per tornare a correre, vincere per continuare a far crescere i nostri sogni, ed i nostri piccoli grandi aquilotti.
Ogni volta che un giovane Laziale si ammala inguaribilmente di Lazio, sboccia un nuovo fiore nel nostro meraviglioso giardino. Non private a loro e a voi stessi, la gioia di vivere il regalo più bello che i nostri padri ci hanno donato, accompagnateli costantemente mano nella mano in questo straordinario viaggio.
A mano a mano, vedrai crescere quel tuo fiore, e potrai continuare a rivivere attraverso i suoi occhi sognanti ed i suoi sorrisi illuminanti.
A mano a mano vedrai con il tempo, lì sopra il tuo viso lo stesso sorriso, che il vento crudele ti aveva rubato, che torna fedele, l’amore è tornato, ma dammi la mano e torna vicino, può nascere un fiore nel nostro giardino, che neanche l’inverno potrà mai gelare, può crescere un fiore da questo mio amore per te…
Oggi più di ieri, Avanti Lazio… Avanti Laziali!

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