di Danilo GALDINO

“Il suo equipaggiamento è composto di tre cose: fede, speranza e amore. Se queste tre cose sono presenti, egli non ha alcuna esitazione nell’andare avanti.”
Era il 1997 quando Paulo Coelho pubblicò il “Manuale del guerriero della luce”, spiegando meravigliosamente come affronta la vita un vero guerriero di luce. Da lì a breve, la Lazio nostra dopo anni e anni privi di trofei e vittorie iniziò a vincere, vincere e ancora vincere, in Italia come in Europa, vincere Coppe e titoli di ogni genere. Nel corso di questi ultimi vent’anni però, molti guerrieri Laziali hanno smarrito il loro fondamentale equipaggiamento, sono diventati pigri e indolenti, hanno smesso di credere e sperare per quel sentimento ereditato dal proprio padre. Hanno spostato le loro attenzioni dall’amore per un ideale e le hanno concentrate esclusivamente all’odio verso qualcuno o qualcosa, perorando cause e pensieri più o meno condivisibili, più o meno giusti o sbagliati.
Ieri al termine della partita persa a Siviglia per 2-0, la rabbia, il malessere, la delusione e lo sconforto, si sono impossessati un po’ di tutti. L’eliminazione dall’Europa League ha fatto riesplodere il malessere che in molti covano da tempo: insulti di ogni genere a Lotito e alla sua gestione societaria, a Tare e alle sue valutazioni di mercato, a Inzaghi e alle sue scelte tecniche, alla squadra e ai giocatori con più limiti, ai tifosi che possono avere un pensiero diverso. Il tutti contro tutti, è ripartito alimentato dalle ultime sconfitte e da una serie di errori commessi un po’ da tutte le componenti. È comprensibile la rabbia e la delusione figlia di una sconfitta, ma è incomprensibile dar sfogo a tutto questo, scrivendo su un profilo o una pagina social seguita da poche centinaia o migliaia di conoscenti, amici e parenti. Qualunque sia lo stato d’animo che vive ora un Laziale, il ticchettio di una tastiera non arriverà mai alle orecchie e all’attenzione di chi si insulta o critica, che tu sia veramente inviperito o ancora pronto a sostenere, l’unico modo per dare la giusta scossa è la partecipazione e la presenza. Ciò che è virtuale ha la stessa consistenza delle bollicine di anidride carbonica che si trovano nell’acqua frizzante, evapora in poco tempo e non incide. Sicuramente la società e chi la gestisce ha commesso diversi errori, ma scriverlo guardando un monitor li correggerà o cambierà? Sicuramente il Direttore Sportivo quest’anno non ha azzeccato tutti gli acquisti, ma criticarlo con un telefono in mano sistemerà le cose? Sicuramente il Mister Inzaghi, mai come quest’anno palesa delle difficoltà e le sue scelte spesso non sono condivise da molti di noi, ma insultarlo o esortarlo ad andarsene, attraverso un commento, un post o un tweet, lo aiuterà a non sbagliare più? Sicuramente diversi dei calciatori in rosa hanno dimostrato nel corso del tempo, che non sono affidabili e funzionali al progetto tecnico di una squadra importante come la Lazio nostra, ma denigrarli e insultarli premendo dei pulsanti, li allontanerà da Roma?
Dagli albori del calcio, l’unico luogo dove un tifoso e un appassionato può far sentire la sua voce ed esprimere liberamente il proprio pensiero è lo stadio. Contestare o sostenere, criticare o incitare, fischiare o applaudire, hanno un senso e un valore solo all’interno di uno stadio. Nonostante le mille difficoltà ed i vari problemi che ci colpiscono quotidianamente tra cinque giorni saremo nuovamente protagonisti in una semifinale di Coppa Italia, chi ieri sghignazzava per una nostra caduta, è lo stesso che poche settimane fa piangeva per l’ennesimo 7-1 subito negli ultimi 12 anni… gli altri, gli juventini, i napoletani gli interisti e tutti i vari tifosi d’Italia, martedì sera dovranno guardare noi e decidere per chi fare il tifo, la stessa identica situazione vissuta un anno fa sempre contro i rossoneri.
“Il suo equipaggiamento è composto di tre cose: fede, speranza e amore. Se queste tre cose sono presenti, egli non ha alcuna esitazione nell’andare avanti”.
Che tu sia un guerriero arrabbiato e deluso, o uno pronto nuovamente a lottare, non dimenticare mai in ogni occasione e in qualsiasi giorno vissuto il tuo equipaggiamento…
L’appuntamento è martedì 26 febbraio alle ore 21:00. Dove? Ma a casa nostra. Sai bene dove vederci, sai bene dove trovarci… sempre e per sempre, dalla stessa parte ci troverai…
Oggi più di ieri, Avanti Lazio… Avanti Laziali!

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